Gesù attraversa il confine

18 Mar 2022   Ks. Marek Machała

Da molti giorni, centinaia di migliaia di nostri fratelli e sorelle sono costretti a lasciare le loro case. Gran parte dei profughi ucraini, in cerca di riparo in un luogo sicuro, attraversano la frontiera a Medyka o viaggiano in treno fino alla stazione ferroviaria di Przemyśl. Questo ci dà l’opportunità di adorare Cristo presente nei poveri e nei sofferenti. Egli disse: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo! Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno :«Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti? E il re dirà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Matteo 25, 34-40).

“Puro Vangelo” –

– come era solito dire il cardinale Krajewski. Oggi possiamo proprio vedere un Vangelo così puro: sta succedendo! Sta succedendo vicino a noi! È Gesù che viene a noi in queste persone. È lui che è spaventato dal suono delle bombe e dei razzi, dai colpi di fucile e di artiglieria. È Lui che ha freddo al confine. Sono sue le gambe che fanno male per esser rimasto più di ventiquattro ore in piedi in treno o in coda ai valichi pedonali di frontiera.

“Dove dovrei sedermi?”

-questa domanda viene da una donna anziana. È chiaramente agitata. “Non sono neanche riuscita a sedermi per oltre ventiquattro ore, sono dovuta stare in piedi tutto il tempo, non ce la faccio più! Non ho più forze! Dove posso riposare?” E non c’è un solo lettino da campeggio libero in giro! Non riesco a vedere nessun materasso libero! C’è solo il pavimento freddo dell’ex Tesco a Przemyśl…” Cosa posso dirle? Come posso aiutarla?

“Це війна” – “C’è una guerra”

– “Tutti voi! C’è una guerra! Stiamo facendo del nostro meglio per aiutarvi! Anche noi ci sentiamo disperati! Non so proprio dove potete riposarvi!…” Sto descrivendo questa scena autentica di diversi giorni (o, meglio, notti) fa, per mostrare la realtà in cui noi volontari cerchiamo di alleviare almeno un pò la sofferenza di Gesù nel prossimo. Col passare del tempo, molte cose diventano più ordinate, hanno un aspetto migliore. Tuttavia, non sappiamo cosa ci porterà il giorno successivo e nemmeno cosa porterà la prossima ora. Non voglio solo condividere con voi il riflesso delle emozioni e dell’atmosfera nei luoghi in cui accogliamo i rifugiati… Prima di tutto, voglio far capire che il bisogno di aiuto è ancora enorme. Mentre scorrono i giorni della crisi umanitaria legata allo scoppio della guerra in Ucraina, possiamo vedere come la situazione cambi ed entri in fasi ulteiori. Una cosa rimane inalterata: le persone che soffrono. Perdute, diffidenti, spaventate. E’ una cosa che non si può davvero raccontare, bisogna sperimentarla. E vale la pena provare questa esperienza! Incontrare queste persone è una grande opportunità e un grande regalo per noi. Un dono per tutta la Chiesa e per ciascuno di noi! Possiamo incontrare Cristo che attraversa i confini. Lui è così vicino e ci dà la possibilità di superare le tante crisi in cui ci troviamo come una comunità.

“Farò di tutto per tornare”

Passo la parola a Damian, l’autista di un carico di beneficenza dal confine tra Francia e Spagna. Più di trenta ore di viaggio e una notte trascorsa in Germania in macchina. La notte successiva passata nell’edificio del nostro seminario teologico di Przemyśl. È rimasto molto colpito dall’accoglienza che ha ricevuto a casa nostra e ancor più dall’incontro con i profughi al punto di accoglienza in via Lwowska, dove ha consegnato il suo carico. Sulla via del ritorno, ha scattato la foto che vediamo e ha scritto questo messaggio:

“Farò di tutto per tornare, ma non posso prometterlo. Vedremo. Ma pensiamo di non aver ancora fatto abbastanza. Abbiamo visto la guerra negli occhi di queste persone e ce ne sono molte altre in arrivo. Faremo di tutto per essere d’aiuto, perché il valoroso popolo polacco lo merita per il suo impegno. Vi salutiamo di cuore con tutta la nostra amicizia e vi ringraziamo per l’accoglienza che Dio ci ha riservato”. Lavoriamo costantemente per adattare le nostre forme di assistenza ai bisogni emergenti. Cerchiamo opportunità sicure per i rifugiati, per aprire loro prospettive di futuro. Abbiamo bisogno di fondi per i mezzi di trasporto e per il carburante. Se puoi offrire un appartamento, un lavoro, auto/furgoni/autobus, ecc., contattaci ai seguenti numeri di telefono: 602 385 838 (Rev. Marek Machała) o 502 326 356 (Aneta Hudycz). Le donazioni possono essere effettuate sul conto corrente bancario del Dipartimento per la Pastorale della Famiglia dell’Arcidiocesi di Przemyśl.

Wydział Duszpasterstwa Rodzin Archidiecezji Przemyskiej, ul. Ks. Piotra Skargi 6, 37-700 Przemyśl